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Comune di Baricella

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LEGGE 28 Agosto 1997, n. 285 - Accordo di Programma

ACCORDO DI PROGRAMMA PER L’ADOZIONE
DEL PIANO TERRITORIALE DI INTERVENTO PER LA
PROMOZIONE DI DIRITTI E OPPORTUNITA’
PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA
EX - L. 28.8.1997, N. 285.

 

TRIENNIO 2000 - 2002

Il Presidente della Provincia di Bologna

Il Provveditore agli Studi

Il Direttore del Centro per la giustizia minorile della Regione Emilia Romagna

I Sindaci dei Comuni della provincia di Bologna aderenti al presente accordo

I Direttori Generali delle Aziende USL Bologna Sud e Bologna Nord

Il Presidente del Consorzio per i Servizi Sociali di Imola

PREMESSO:

che la legge 28.8.1997 n. 285 "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza ":

all’art. 1 prevede l’istituzione di un fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, da ripartirsi, per il 70%, tra le Regioni e le Province autonome e per il 30% ai Comuni "riservatari", così come indicati nella stessa Legge, tra i quali il Comune di Bologna ;

all’art. 2 demanda alle Regioni la definizione degli ambiti territoriali di intervento all’interno dei quali gli enti locali e gli altri soggetti pubblici aventi competenza nelle materie relative ai servizi ed alle azioni indicate dalla legge adottino i piani territoriali di intervento mediante l’approvazione di accordi di programma di cui all’art. 34 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali n. 267/00;

agli artt. 3, 4, 5, 6, 7. individua le seguenti aree prioritarie di intervento:

servizi di preparazione e sostegno alla relazione genitori-figli, di contrasto della povertà e della violenza, interventi alternativi al ricovero dei minori in istituti educativo-assistenziali;

innovazione e sperimentazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia;

realizzazione di servizi educativi e ricreativi per il tempo libero,

azioni per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, per migliorare la qualità della loro vita nella città, e per valorizzare le differenze di genere, culturali ed etniche;

sostegno economico attraverso servizi specifici a famiglie naturali o affidatarie e con minori disabili,

Che con Decreto interministeriale di "Approvazione delle tabelle di ripartizione del Fondo istituito dalla L. 285/97" - pubblicato sulla G.U. n. 272 del 21.11.2000 - il Ministero per la solidarietà sociale ha provveduto alla ripartizione del citato 70% del fondo nazionale per l’Infanzia, previsto all’art. 1 della L. 285 del 28.8.1997 tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano;

Vista la delibera consiliare della Regione Emilia Romagna 28.2.2001, n. 156 "Programma regionale per il triennio 2000-2002 per l’attuazione della legge 28 agosto 1997, n, 285. Obiettivi, criteri di assegnazione delle risorse finanziarie e linee di indirizzo per la predisposizione dei piani territoriali d’intervento" ed in particolare l’allegato "Programma triennale" in cui vengono definiti gli ambiti territoriali, gli obiettivi, le linee di indirizzo e la ripartizione delle risorse finanziare ai fini dell’elaborazione dei piani territoriali, nonché le procedure per la concessione di finanziamenti a favore degli Enti locali;

Rilevato che la Regione Emilia-Romagna ha confermato, con la citata deliberazione, la Provincia quale ambito territoriale più idoneo a coordinare gli interventi previsti dalla L. 285/97 ed ha proceduto alla formulazione di indicazioni e suggerimenti in merito alle attività e progetti da finanziare in quanto ritenuti prioritari sul territorio regionale;

Che in tale senso è stata posta particolare attenzione al tema dell’abuso e maltrattamento di minori, tema sul quale la Regione si è assunta l’impegno di sostenere il processo di riorganizzazione e qualificazione dei servizi con un ulteriore progetto di formazione da realizzarsi in rapporto agli specifici bisogni formativi territoriali e con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati;

Constatato che il Presidente della Provincia di Bologna ha indetto la Conferenza dei Servizi – tenutasi in data 30 maggio 2000 - al fine di verificare l’interesse e la volontà degli Enti indicati all’art. 2 della Legge 285/97 a partecipare alla programmazione, progettazione e realizzazione del Piano territoriale di intervento di cui alla L. 285/97, mediante sottoscrizione di un Accordo di programma;

Che in tale sede è stato, altresì, concordato di proseguire con la metodologia di lavoro adottata in occasione del precedente triennio e di confermare, pertanto, il Gruppo Tecnico di Coordinamento assegnandogli il compito di verificare le azioni poste in essere in sede di prima applicazione della L. 285/97, di attivare momenti di confronto sulle attuali priorità e di concertazione progettuale nell’ambito dei distretti pervenendo alla formulazione di una proposta di Piano Territoriale da valersi per il triennio 2000-02,;

Che pertanto tale Gruppo Tecnico di Coordinamento istituito nella Conferenza dei Servizi del 19.3.2001 è composto dai seguenti membri:

1 rappresentante dei Comuni facenti parte del Distretto di Casalecchio,

1 rappresentante dei Comuni facenti parte del Distretto di Porretta terme,

1 rappresentante dei Comuni facenti parte del Distretto di S. Lazzaro di Savena,

1 rappresentante dei Comuni facenti parte del Distretto di Budrio,

1 rappresentante dei Comuni facenti parte del Distretto di S. Giorgio di Piano,

1 rappresentante dei Comuni facenti parte del Distretto di S. Giovanni in Persiceto,

1 rappresentante dei Comuni facenti parte del Distretto di Imola,

2 rappresentanti del Provveditorato agli Studi,

1 rappresentante del Centro Giustizia Minorile,

1 rappresentante dell’Azienda USL Bologna Sud,

1 rappresentante dell’Azienda USL Bologna Nord,

1 rappresentante del Consorzio dei Servizi Sociali di Imola,

1 rappresentante del Comune di Bologna,

1 rappresentante del Volontariato,

1 rappresentante dell’Associazionismo,

1 rappresentante della Cooperazione Sociale,

1 rappresentante della Consulta Disabili

2 rappresentanti della Provincia di Bologna (Servizio Scuola e Servizio Sicurezza Sociale);

Precisato che il Gruppo Tecnico di Coordinamento provinciale ha formulato una proposta di Piano Territoriale 2000/02 - articolati in interventi le cui schede analitiche sono state acquisite agli atti dell’Amministrazione Provinciale di Bologna - che è stata approvata dalla Conferenza dei Servizi in data 21.05.2001;

Dato atto che per quanto riguarda i finanziamenti per ciascun progetto, sono state rispettate le indicazioni regionali contenute nella delibera del Consiglio regionale n. 156 del 28 febbraio 2001, relativamente alle tipologie ammesse ed alle percentuali di cofinanziamento previste, sia per quanto concerne la Legge 285/97 che per quanto riguarda L.R. 40/99 "Promozione delle città dei bambini e delle bambine", con la quale la Regione Emilia-Romagna ha inteso rafforzare quanto previsto dall’art. 7 della citata Legge 285/97;

Dato atto infine che, per quanto concerne gli interventi che si configurano come continuativi rispetto alla precedente programmazione, i Comuni hanno provveduto a mantenerli in essere senza soluzioni di continuità, anticipando sul proprio bilancio i relativi finanziamenti;

Tutto ciò premesso e considerato, tra le parti si conviene e si stipula il presente Accordo di programma per la realizzazione del Piano Territoriale di intervento relativo al territorio ricompreso nella provincia di Bologna per il triennio 2000/02.

Art. 1

La premessa è parte integrante dell’Accordo.

Art. 2 - Finalità dell’accordo

Le Amministrazioni con il presente accordo approvano il Piano Territoriale di intervento provinciale per il triennio 2000 - 2002 , elaborato nel rispetto dei criteri contenuti nella L. 28.8.1997, n. 285 e delle indicazioni contenute nella delibera del Consiglio regionale n 156 del 28.2.2001, in un’ottica di sostanziale continuità con le esperienze del precedente triennio e, contemporaneamente, di particolare attenzione alla promozione di interventi ad alto contenuto innovativo.

Le parti riconfermano pertanto l’impegno di condividere, attivare e sostenere una progettazione complessiva che metta i bambini e gli adolescenti, come soggetti di diritti, al centro della attenzione comune programmando gli interventi secondo quelle che sono le indicazioni che provengono dal territorio.

Per il triennio 2000- 2002 appare prioritario potenziare gli interventi sulla fascia della pre-adolescenza, adolescenza, e bambini di origine straniera.

Carattere d’urgenza riveste anche il tema dell’abuso e della violenza sui minori ed è pertanto necessario stimolare azioni di prevenzione e contrasto.

Infine, si assume come criterio base trasversale, la sollecitazione a porre una sempre maggiore attenzione al tema dell’handicap e ad operare affinchè i servizi e interventi proposti siano accessibili ed effettivamente fruibili anche per bambini e ragazzi disabili (e per le loro famiglie) in un’ottica di reale integrazione.

Art. 3 - Articolazione del Piano in progetti

Le Amministrazioni danno atto che il Piano Territoriale di intervento della provincia di Bologna, elaborato sulla base dei criteri e delle priorità sopraindicati, unito al presente Accordo quale sua parte integrante e sostanziale, è il risultato di un proficuo lavoro di collaborazione e concertazione dei progetti intervenuto fra le diverse realtà comunali e provinciali, reso possibile anche da una metodologia di lavoro che ha visto nella partecipazione di tutti i soggetti pubblici e del privato sociale coinvolti il suo punto di forza.

Su stimolo anche del Gruppo Tecnico di Coordinamento provinciale - sono stati attivati a livello distrettuali gruppi tecnici di lavoro composti da rappresentanti dei Comuni, delle istituzioni scolastiche, dei Servizi Sociali delle Aziende USL e delle organizzazione non lucrative di utilità sociale i quali - coordinati dal Comune capofila - hanno provveduto a raccordare le proposte di progetto a livello locale. Tali Piani distrettuali sono stati poi raccordati nel Piano Territoriale provinciale, elaborato dal Gruppo Tecnico di Coordinamento, unito al presente atto quale sua parte integrante e sostanziale.

Nello specifico, il Piano Territoriale è articolato nei seguenti progetti ed interventi accorpati per area territoriale:

Distretto di Casalecchio di Reno

Intervento n. 1:Aiuto e sostegno ai minori e alle famiglie in situazione di disagio psico sociale.

Intervento n. 2: Interventi educativi di gruppo.

Intervento n. 3: Sportelli d’ascolto e azioni di sviluppo delle capacita di socializzazione.

Intervento n. 4: Spazio d’ascolto, (il counseling all’interno della scuola dell’obbligo dei Comuni della Val Samoggia).

Intervento n. 5a:Dall’accoglienza all’orientamento: "Ci vuole un villaggio per allevare un bambino"

Intervento n. 5b: Dall’accoglienza all’orientamento "Azioni di sostegno alla genitorialità a rischio"

Intervento n. 6: La citta’ e i bambini (proposta per un progetto comune).

Intervento n. 7: Bambine e bambini, cittadine e cittadini oggi (percorso biennale di ricerca e formazione sul tema della cittadinanza e delle metodologie partecipative).

Intervento n. 8: Progetto giovani.

Distretto di Porretta Terme

Intervento n. 1 : Azioni di sostegno al minore e alla sua famiglia al fine di realizzare una efficace azione di prevenzione delle situazioni di crisi e rischio psico-sociale.

Intervento n. 2: Aggregazione di minori in attività educative per il tempo libero.

Intervento n. 3: Interventi educativi "di strada" sul territorio finalizzati alla prevenzione del disagio attraverso la promozione del benessere delle comunità locali.

Distretto di S. Lazzaro di Savena

Intervento n. 1. Laboratori artigianali 6/14 anni e Urbanistica partecipata (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n. 2. Consiglio Comunale dei Ragazzi (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n. 3. Lavoro di strada gruppi informali (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n. 4: INTERVENTO SUL DISAGIO: punto d’ascolto nelle scuole superiori (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n. 5: INTERVENTO SUL DISAGIO: formazione "in situazione" dei docenti delle scuole medie superiori (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n. 6: INTERVENTO SUL DISAGIO: punto d’ascolto comunale genitori elementari e medie (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n. 7: INTERVENTO SUL DISAGIO: punto d’ascolto per le famiglie (in collaborazione con associazioni del territorio) (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n. 8: INTERVENTO SUL DISAGIO: interventi previsti con ragazzi, genitori ed insegnanti nelle scuole medie (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n. 9: INTERVENTO SUL DISAGIO: interventi previsti con ragazzi ed insegnanti nelle scuole elementari (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n. 10: INTERVENTO SUL DISAGIO: progetto mirato adolescenti a rischio (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n. 11: INTERVENTO SUL DISAGIO: centro comunale per l’eta’ evolutiva (Comune di S. Lazzaro)

Intervento n.12: Centro giovanile di Mercatale (Comune di Ozzano dell’Emilia)

Intervento n.13: Iniziative rivolte agli adolescenti (Comune di Ozzano dell’Emilia)

Intervento n. 14: Progetto per noi giovani (Comune di Monterenzio)

Intervento n. 15: Progetto un mercoledi’ da leoni (Comune di Monghidoro)

Intervento n. 16: Progetto unita’ di strada (Comune di Loiano)

Intervento n. 17: Progetto gruppo socio educativo il Botteghino (Comune di Pianoro)

Intervento n. 18: Progetto Kismet (Comune di Pianoro)

Distretto di Budrio

Intervento n. 1 : AGIRE IN RETE - Laboratori extrascolastici per bambini e ragazzi da 6 a 18 anni.

Intervento n.2a AGIRE IN RETE - Potenziamento a sostegno della genitorialità affidataria e adottiva tramite la qualificazione delle istruttorie e il sostegno di gruppo alle famiglie maltrattanti.

Intervento 2b AGIRE IN RETE - Interventi a sostegno della genitorialità (da 0 a 18 anni).

Intervento n.3 AGIRE IN RETE - Il centro giochi e il "Club degli Amici di BEN " presso ospedale di Bentivoglio.

Intervento n.4 AGIRE IN RETE - Interventi di contrasto alla povertà e al disagio.

Intervento n.5 AGIRE IN RETE - Istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi.

Intervento n.6 Allestimento dell’area verde del Centro Sociale "La Magnolia" in parco pubblico per bambini, famiglie e anziani

Distretto di S. Giorgio di Piano

Intervento n.1 Potenziamento a sostegno della genitorialità affidataria e adottiva tramite la qualificazione delle istruttorie e il sostegno di gruppo alle famiglie maltrattanti.

Intervento n.2 AGIRE IN RETE: Il centro giochi ed il "Club degli amici di Ben" presso ospedale di Bentivoglio.

Intervento n.3 Laboratori extrascolastici per pre-adolescenti ed adolescenti.

Intervento n.4 Soggiorni verdi

Intervento n.5 La relazione d’aiuto: comunicazione ed espressività.

Intervento n. 6 Città amiche dell’infanzia e dell’adolescenza.

Distretto di S. Giovanni in Persiceto

Intervento n. 1 : Potenziamento al sostegno della genitorialità affidataria ed adottiva tramite la qualificazione delle istruttorie ed il sostegno di gruppo alle famiglie maltrattanti

Intervento n. 2 : Interventi a favore dei minori stranieri

Intervento n. 3 : Disagi e risorse: intervento di animazione in classe per lo sviluppo di competenze sociali .

Intervento n. 4: Ragazzi in mostra: un percorso di ricerca-azione con i gruppi giovanili di San Giovanni in Persiceto

Intervento n. 5 : Sportello pedagogico: imparare ad imparare

Intervento n. 6 : Sostegno alla genitorialità con azioni di contrasto della povertà e acquisizione o riacquisizione di competenze.

Intervento n. 7 : AGIRE IN RETE: Il centro giochi ed il "Club degli amici di Ben" presso ospedale di Bentivoglio

Intervento n. 8 : Verso la città dei bambini e delle bambine

Intervento n. 9 : Famiglie in rete: interventi a sostegno delle competenze genitoriali

Distretto di Imola

Intervento n. 1: La rete dei centri di aggregazione giovanile

Intervento n. 2: Azioni per favorire le competenze genitoriali e sociali di genitori con bambini in età 0-6.

Intervento n. 3: Azioni per favorire le competenze genitoriali e sociali di genitori con bambini in età 7-14.

Intervento n. 4: Agio e disagio a scuola: interventi di promozione dell’agio e prevenzione del disagio in ambito scolastico.

Intervento n. 5: Minori stranieri a scuola e nella società: un viaggio attraverso nuove conoscenze linguistiche, culturali e sociali.

Parallelamente al Piano Territoriale proposto è inoltre previsto un corso formativo da coordinarsi a cura della Provincia di Bologna - in ragione della valenza sovracomunale del progetto – per operatori/progettisti impegnati nella programmazione della L. 285/97 sul tema della valutazione degli interventi realizzando approfondimenti teorici e favorendo lo scambio di esperienze fra i soggetti.

Il costo complessivo del citato Piano Territoriale provinciale per il triennio 2000 – 2002, ivi incluse le attività che per ragioni di consolidamento sono proseguite senza soluzioni di continuità rispetto alla programmazione 1997/99, è pertanto di L. 7.971.262.393 (Euro 4.116.813,46), di cui L. 4.309.376.617 (Euro 2.225.607,28) da finanziamento del Fondo previsto dalla L. 285/97, L. 62.100.000 (Euro 32.071,97) da risorse regionali aggiuntive a valere sulla L.R. 40/99, art. 4, e di L. 3.273.540.739 (Euro 1.690.642,7) a carico del Bilancio dei Comuni.

Il Piano Territoriale ha valenza triennale.

Art. 4 - Impegni delle Amministrazioni

Le Amministrazioni aderenti al presente accordo si impegnano alla realizzazione dei progetti esecutivi approvati nel Piano territoriale di intervento, nei termini e modalità definiti nel Piano medesimo.

Le parti convengono che la Regione destini al Comune Capofila individuato a livello distrettuale il finanziamento previsto per la realizzazione del progetto, che lo gestirà nell’ambito territoriale di riferimento secondo i termini e le modalità concordati fra le parti medesime.

I Comuni, conformemente a quanto disposto dalla citata Delibera regionale, si impegnano a finanziare i progetti per la quota loro spettante, nei termini riportati nel seguente prospetto:

AREE TERRITORIALI COMUNE CAPOFILA IMPORTO COMPL. QUOTA TRIENNALE QUOTA AUTOFINANZ. QUOTA FINANZ. PROGETTO L. 285/97 COMUNALE EX L.R. 40/99

Distr. Casalecchio Casalecchio di Reno £. 2.231.502.088 £. 936.541.971 £. 1.281.464.090 £. 13.496.027

Distr. Porretta T. Porretta Terme £. 637.495.860 £. 498.502.743 £.. 131.809.402 £. 7.183.716

Distr. S. Lazzaro S. Lazzaro di Savena £. 873.551.421 £. 548.720.282 £. 316.923.799 £. 7.907.340

Distr. Budrio Budrio £. 653.180.050 £. 419.171.821 £. 177.967.780 £. 6.040.449

Distr. S. Giorgio S. Pietro in Casale £. 1.016.694.348 £. 692.645.147 £. 203.105.244 £. 29.943.957(*)

Distr. S. Giovanni in P. S. Giovanni in P: £. 459.829.315 £. 359.572.889 £. 95.074.824 £. 5.181.602

Distr. Imola Imola £. 2.099.009.311 £. 854.221.765 £. 1.017.095.600 £. 12.309.547

(*) ipotesi triennale , subordinata per i prossimi anni al rifinanziamento della legge regionale

I Comuni assumono, altresì, l’impegno di seguire la esecuzione dei progetti di propria spettanza, curandone gli aspetti operativi di realizzazione, provvedendo, altresì, alla stipula di apposite convenzioni con gli eventuali soggetti privati coinvolti nell’attuazione di progetti. Gli stessi assicurano, altresì, l’attività amministrativa-contabile di gestione del progetto, curando anche la rendicontazione della spesa sostenuta nei termini che verranno concordati e definiti dalla Regione Emilia Romagna.

L’Amministrazione Provinciale di Bologna, dal canto suo, conferma il proprio impegno ed attività negli interventi di prevenzione e contrasto a situazioni di maltrattamento ed abuso sessuale sui minori e, in accordo con gli enti aderenti al presente Accordo, avrà cura di ricercare ogni forma di collaborazione (anche economica) con la Regione Emilia-Romagna per promuovere appositi interventi di formazione, in relazione ai bisogni formativi territoriali, così come previsto dalla citata Delibera Regionale n. 156/01.

Si impegna inoltre a rendere disponibili a tutti i soggetti interessati le citate schede analitiche descrittive degli interventi contenuti nel Piano Territoriale provinciale per il triennio 2000-2002;

Le Aziende USL della provincia di Bologna ed il Consorzio per i Servizi Sociali di Imola si impegnano sin d’ora a garantire la gestione dei progetti programmati, loro delegata dai Comuni, e a partecipare, per quanto di loro competenza, ai progetti indicati nel Piano.

Il Provveditorato agli Studi e il Centro di Giustizia Minorile assicurano la propria disponibilità ed ogni opportuna collaborazione alla realizzazione dei progetti previsti dal Piano .

Le Amministrazioni aderenti al presente Accordo si impegnano, a partecipare al Gruppo tecnico di Coordinamento di cui al successivo articolo 7 ed a forme di coordinamento a livello di territorio distrettuale, favorendo altresì la partecipazione delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Si impegnano ad attivare i progetti entro il 30 giugno 2002, subordinatamente all’approvazione del Pianto Territoriale provinciale da parte della Regione Emilia-Romagna.

Gli Enti convengono, altresì, di collaborare alla attività di monitoraggio e valutazione che verrà posta in essere dal Gruppo Tecnico di Coordinamento provinciale sullo stato di avanzamento dei lavori.

Art. 5 - Eventuali modifiche future

Eventuali modifiche degli interventi sono possibili , purché concordate fra i soggetti interessati in essi coinvolti e non comportanti aumenti della spesa prevista, salvo casi di eccezionale e comprovata necessità, previo parere positivo del Collegio di vigilanza di cui al successivo art. 8.

Le parti convengono, altresì, che eventuali modifiche nella fruizione dei servizi, discendenti da nuovi assetti istituzionali o da una diversa scelta operata dalle Amministrazioni relativamente alla gestione dei servizi sociali, saranno concordate tra gli Enti pubblici coinvolti.

Dette modifiche dovranno essere tempestivamente comunicate al Comune capofila, il quale provvederà a sottoporle alla discussione del Gruppo di lavoro tecnico distrettuale di cui al successivo art. 6 e a darne informazione al Gruppo Tecnico di Coordinamento provinciale.

In caso di ritardo nell’avvio degli interventi entro il termine indicato, fissato al 30 giugno 2002, l’Ente inadempiente dovrà darne comunicazione al Comune capofila, il quale – insieme ai soggetti coinvolti nell’attuazione del progetto esecutivo di distretto - destinerà le risorse non utilizzate ad altri interventi, all’interno del progetto medesimo.

Art. 6 – Gruppi di lavoro tecnico distrettuale

Le parti concordano di confermare i Gruppi di lavoro tecnici distrettuali, i quali operano sull’intero territorio del Distretto sanitario, secondo i principi della concertazione e garantendo un’effettiva partecipazione dei soggetti del terzo settore.

Ai Gruppi tecnici distrettuali compete: la riprogettazione, previa verifica dei risultati conseguiti, qualora intervenissero modifiche rispetto ai progetti approvati; l’accompagnamento; il monitoraggio e la valutazione in itinere ed ex post del piano di intervento distrettuale.

Art. 7 – Gruppo tecnico di coordinamento provinciale

Il Gruppo Tecnico di coordinamento provinciale, coordinato dalla Provincia di Bologna, dovrà seguire, in un’ottica provinciale, i progetti, verificare e monitorare l’attuazione delle opere e degli interventi previsti dal Piano Territoriale di intervento, segnalando eventuali problemi al Collegio di vigilanza di cui al successivo art. 8.

Art. 8 - Funzioni di vigilanza

Le Amministrazioni convengono di istituire un Collegio di vigilanza, di cui faranno parte: il Presidente della Provincia o suo delegato, il Prefetto, i Sindaci dei Comuni di Castiglione dei pepoli, Imola e Malarbergo, il Provveditore agli Studi, il Centro per la Giustizia Minorile con il compito di vigilare sul corretto svolgimento degli interventi previsti nel Piano territoriale.

Il Collegio di vigilanza, una volta appurati ritardi o negligenze nella realizzazione degli interventi, e verificata l’impossibilità a porvi rimedio a livello distrettuale, provvede a darne comunicazione agli altri soggetti firmatari dell’Accordo al fine di concordare soluzioni o interventi da adottare, ivi inclusa la possibilità di proporre alla Regione la modifica anche sostanziale di progetti.

Art. 9 - Eventuale procedimento di arbitrato

Le vertenze che dovessero sorgere fra gli Enti aderenti all’Accordo di programma, e che non si possano definire in via amministrativa, saranno definite da un Collegio di tre arbitri, di cui uno nominato dal Tribunale di Bologna, con funzione di Presidente ed uno ciascuno in rappresentanza delle Parti. Il Collegio in questione deciderà secondo legge.

Art. 10 - Durata dell’accordo e sua conclusione

Il presente Accordo ha durata triennale e decorre dalla data di approvazione del Piano Territoriale provinciale da parte della Regione Emilia-Romagna.Esso si concluderà comunque ad avvenuta ultimazione dei programmi e degli interventi previsti nel citato Piano Territoriale provinciale.

Art. 11 - Pubblicazione dell’Accordo

L’Amministrazione provinciale di Bologna si impegna a trasmettere alla Regione Emilia Romagna il presente Accordo di programma e l’unito Piano Territoriale provinciale per il triennio 2000 - 2002, entro i termini previsti nella citata Delibera regionale n. 156 del 28.02..2001

Essa avrà cura di seguirne anche la pubblicazione sul B.U.R.

 
 
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