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Baricella è brava a scuola
Gli spazi in cui si attua il processo educativo, la crescita
e lo sviluppo delle bambine e dei bambini, dei ragazzi e delle ragazze
non è irrilevante nella formazione dei giovani, anzi ne è
una componente fondamentale.
Il Comune di Baricella, di fronte alla necessità di ampliamento
dei locali della vecchia scuola elementare, sceglie la via della ristrutturazione
stabilendo le linee di progettazione per riadattare il vecchio
edificio che dal 1900 costituisce un centro fondamentale della vita
e della storia del paese. Ristrutturare ha quindi il sapore della volontà
di mantenere un legame forte con le radici, la ricerca della rivisitazione,
e della rivalutazione anche, di spazi che per un intero secolo hanno accompagnato
nella loro trasformazione intere generazioni e assistito a cambiamenti
culturali, civili e didattici. La vecchia scuola costituisce il cuore
della comunità e il rinnovare la sua struttura ha animato il progetto
di ristrutturazione. Lo stimolo che proviene da tutto ciò, che
solletica i cinque sensi e non solo l'intelletto, diventa il punto di
partenza dell'approccio pedagogico e educativo della nostra scuola. Fondamentale
quindi rendere questi luoghi ai giovani studenti che cominciano, alle
elementari, il loro primo percorso formativo e didattico.
Il progetto di ristrutturazione della
scuola di Baricella ha tenuto conto degli ambienti, dei luoghi, degli
spazi laboratoriali e di svago, degli ambineti dedicati alla ristorazione,
ha tenuto conto della crescita della persona. Sono state fatte scelte
tecniche naturali e ecocompatibili per creare spazi abitabili dove tutto
potesse essere riconducibile ad una crescita globale e integrale della
persona.
Questo spazio dell'educare poi non poteva trovare titolazione migliore
che quella a Bruno Munari, "designer
di cose senza tempo" che negli ultimi anni si è dedicato quasi
esclusivamente al progetto per l'infanzia, quel Munari che ha coniugato
in modo tutto particolare fantasia, creatività e invenzione come
processi della conoscenza. Munari era infatti convinto che invenzione
e creatività non avessero bisogno solo di doti intellettuali, non
solo di idee e pensiero, ma anche di luoghi e materiali attraverso cui
prendere corpo, la possibilità infatti che l'apprendimento interagisse
con tutti i cinque sensi era, per il nostro, un passaggio irrinunciabile.
La scuola di Baricella si presenta ai suoi studenti come uno spazio naturale
dove gli arredi rispondono alla stessa filosofia
che ha sostenuto la ristrutturazione, dove il legno, la luce, il colore,
il calore, l'aria costituiscono il fondale della didattica, un habitat
ideale per le bambine e bambini, per le insegnanti e gli insegnanti che
daranno corpo alla vera natura della scuola.
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