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Bruno Munari
LA VITA E' UN GIOCO
"Datemi quattro sassi e una carta velina e vi farò il mondo
delle meraviglie".
Bruno Munari, grafico, pittore scultore, pedagogo, conduttore televisivo,
illustratore, o semplicemente artista della fantasia nasce nel 1907.
A diciotto anni comincia a lavorare come grafico, nel 1926 si faceva chiamare
burn e così firmava le sue prime illustrazioni su varie riviste
dell'epoca.
Dal 1927 frequenta i futuristi ed espone con loro in varie mostre.
La sua prima scultura aerea è del 1930, anno in cui si associa
con Ricas (Riccardo Castagner) per produrre, con il marchio R+M, grafica
pubblicitaria. L'esperienza dura fino al 1938.
Nel 1933 conosce a Parigi Aragon e Breton e trasforma la sua scultura
aerea nella prima macchina inutile. Gli anni '40 sono densissimi di attività.
Pubblica un libro sulle macchine inutili e inizia a costruirle in serie.
Esce con Mondadori la sua collana di libri per bambini; lui li aveva pensati
per il figlio Alberto, poi furono tradotti in tutto il mondo.
Nel 1948 fonda il MAC (Movimento Arte Concreta) insieme a Gillo Dorfles,
Gianni Monnet e Atanasio Soldati. A partire dal 1949 costruisce libri
illeggibili.
Degli anni '50 sono noti i suoi oggetti utili: giocattoli in gommapiuma,
portaceneri cubici, lampade di maglia ecc. Dal 1970 l'interesse per il
mondo dell'infanzia monopolizza la sua attività, così crea
la prima struttura abitabile trasformabile, L'Abitacolo.
Il primo Laboratorio per l'infanzia alla pinacoteca di Brera è
del 1977.
Bruno Munari ha inventato tantissimi giochi per bambini, dai prelibri
senza testo per raccontare avventure di colori, suoni e tatto alla scimmia
zizi, libera ed in grado di assumere ogni posizione che il bambino possa
desiderare.
Ha ricevuto molte onoreficenze: numerose scuole in Europa, America, Asia
lo hanno insignito di vari titoli e ovunque, ancora oggi, si fanno mostre
a lui dedicate.
Bruno Munari muore alla fine del 1998, a novantun'anni, dopo una vita
passata a giocare con grandi e piccini, con l'arte e la fantasia, con
le parole e le immagini, raccontando al mondo che "un nonno che non
gioca con i bambini è un nonnulla".
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