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Gli scopi più evidenti di questo video sono: documentare le attività svolte dai bambini e dalle bambine per passare dall'asilo nido alla scuola materna (statale, comunale o parrocchiale) e dalla scuola materna alla scuola elementare; promuovere e informare i genitori, gli amministratori, i tecnici e le insegnanti, riguardo i valori che sostengono l'attività pedagogica di tutte le educatrici. Detto questo è indispensabile ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo di questo progetto: innanzi tutto le educatrici e i tecnici pedagogici che hanno composto la commissione 'Continuità 0/6 anno scolastico 1997/98' che  ha  avuto  l'idea
di creare questo video e si è assunta la responsabilità della progettazione delle attività di passaggio da una scuola all'altra; i bambini e le bambine di tutte le strutture che rimangono sempre i veri e unici protagonisti dei progetti nelle scuole; i genitori delle bambine e dei bambini ripresi che hanno concesso che questo potesse avvenire; infine tutti coloro che hanno contribuito affinché questa documentazione non rimanesse solo un'idea. Questo progetto ha il sostegno delle amminstrazioni comunali dei paesi di Baricella, Bentivoglio, Malalbergo, Minerbio e San Giorgio di Piano che fanno parte del coordinamento pedagogico; della Regione Emilia Romagna che in parte lo finanzia; e delle direzioni didattiche di Malalbergo, Minerbio e San Giorgio di Piano che operano all'interno del territorio del coordinamento.
 
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clicca sulla miniatura per vedere il pieghevole del convegno "Esperienze di raccordo asili nido, scuole dell'infanzia, scuole elementari", svoltosi il 6 ottobre dell'anno scorso.
 
Entriamo ora nei contenuti del video: a proposito di valori la commissione ha stabilito che potesse esistere la difficoltà di mettere in evidenza tutti i principi pedagogici che passano quotidianamente dentro le scuole e che sono comuni a tutte le educatrici di tutti i gradi e ordini scolastici della zona, perciò ha stabilito di focalizzare l'attenzione su tre valori indispensabili ovunque, condivisi da tutti e da tutte: memoria, rispetto delle regole e collaborazione.
 
Memoria: la memoria è il filo conduttore tra il passato, il presente e il futuro ma anche tra noi e gli altri. Il racconto della nostra memoria è l'anello di congiunzione tra il mondo personale e il mondo collettivo, che permette uno scambio reciproco attraverso cui dare coerenza alla nostra identità. Per lavorare intorno a questo nocciolo è necessario ricercare strumenti, individuare modi che permettano a ciascuno di ricordare e raccontare e se quel qualcuno è un bambino o una bambina la ricerca dovrà essere ancora più scrupolosa, perché entrare nell'universo infantile richiede un rispetto ed un'attenzione amplificata e continua. (sulla memoria si possono aggiungere altre cose).
 
Rispetto delle regole: le regole e il loro rispetto richiamano il concetto che Susanna Mantovani definisce "stile educativo autorevole, che prevede l'esistenza di poche regole, fondate su valori stabili, che tengano conto dei bisogni delle bambine e dei bambini e si preoccupino di dargli sicurezza senza evitargli ostacoli, proibizioni o insuccessi". Si tratta di lavorare sulla comprensione di poche regole che potremmo definire sociali, regolative e di tipo pragmatico poiché si fondano su considerazioni pratiche con lo scopo di evitare esiti dannosi, consapevoli che esistono anche le eccezioni e le giustificate trasgressioni alle regole. Il risultato dovrebbe essere quello di pensare che tutte le bambine e tutti i bambini sono regolari ed eccezionali e che la rigidità di un comportamento rischia di farli cadere. Come dice Andrea Canevaro "l'apprendimento è proprio costituito dal fatto che esistono delle regole che permettono una trasgressione continua; e, quindi, bisognerebbe dire: esistono delle regole, ma non sono così forti e così incatenanti da non consentire la trasgressione necessaria per l'avanzamento dell'apprendimento".
 
Collaborazione: si fonda sulla disponibilità di ciascuno ad entrare in relazione con gli altri, a mettere in discussione ed eventualmente modificare i propri punti di vista. E' necessario trovare un ambiente accogliente che permetta a tutti di esprimersi liberamente senza sentirsi vittima della sindrome del giudizio che blocca e impedisce lo scambio, il dialogo la condivisione, l'empatia e la partecipazione. Questo comporta per le bambine e per i bambini la possibilità di avere interazioni significative con adulti che offrono modelli comportamentali non contradditori, anche se diversificati in relazione allo stile personale di ciascuno.
 
Le attività laboratoriali sono state pensate, organizzate e condotte dalle educatrici scolastiche e da alcuni artisti esperti animatori esterni. Le riprese che seguiranno sono il frutto del montaggio operato dal regista e dal coordinatore pedagogico, sul materiale 'grezzo' girato dalle insegnanti durante le attività laboratoriali svolte dentro le scuole.
 
Nel rispetto dei vincoli stabiliti dalla legge sulla privicy n. 675 del dicembre 1997, non sono stati ripresi bambini o bambine i cui genitori preventivamente non hanno firmato la liberatoria che autorizzava i responsabili del presente video ad utilizzarlo pubblicamente.
 
Guarda online la parte iniziale del video
con il commento di Andrea Canevaro

 
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Comuni di Baricella, Minerbio e Malalbergo